| MONS. A. G. LONGHIN E IL COLLEGIO VESCOVILE "PIO X" |
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Mons. Longhin è stato il vescovo delle cose essenziali, nella sua umanità, nella sua spiritualità e nella sua opera pastorale” diceva mons. Carraro nel 1964; è bello constatare che anche la scuola cattolica diocesana, il nostro Collegio Pio X fu da lui stimato opera essenziale e preziosa. Un convitto, ambiente di istruzione e di formazione ispirate alla
fede cristiana, era presente in Treviso dal 1841, istituito dal vescovo
Soldati nel Seminario presso San Nicolò, frequentato fino al 1906,
quando Papa Pio X volle i Seminari dedicati esclusivamente alla formazione
specifica dei candidati al sacerdozio. Mons. Longhin obbedì alla
disposizione del Papa, ma da quel momento il santo Vescovo pensò
al modo di poter impartire in altro ambiente l’educazione morale, cristiana
e intellettuale alla gioventù, per formare cristiani laici preparati
a testimoniare la fede nel mondo, nella famiglia e nelle professioni. Il 5 febbraio 1920 il Vescovo Longhin comunicava al Clero e alle parrocchie della Diocesi la creazione di un “Collegio Convitto Vescovile, dove i genitori cristiani potessero collocare tranquillamente i loro figlioli avviati agli studi e aspiranti a una professione civile. Il Collegio sarà schiettamente cattolico nel suo spirito e nell’applicazione del suo programma. Vi avranno la dovuta parte le pratiche di pietà e l’insegnamento della Religione. Estraneo a qualsiasi agitazione politica, non avrà che lo scopo di formare dei buoni cristiani e degli onesti cittadini”. Questo Collegio fu creato acquistando e adattando lo storico Palazzo Rinaldi situato nella piazza omonima, nel cuore di Treviso. Il Vescovo lo volle intitolare al nome di Pio X, “nome caro a tutti i trevigiani, e che riflette sulla nostra Diocesi una gloria immortale". Ma quella prima sede divenne presto insufficiente ad accogliere le numerose richieste. Il Vescovo e il Rettore mons. Meneghetti acquistarono un’area all’interno delle mura di SS. Quaranta, e decisero la costruzione dell’attuale Collegio, su progetto degli ingegneri trevigiani Alessandro Passi e Giovanni Sbrissa Fioretti. Nel 1924 Mons. Longhin benediceva la posa della prima pietra, e nel 1925 inaugurava la Scuola Cattolica Diocesana, il “Collegio Vescovile Pio X". Già nel successivo anno scolastico il Collegio Pio X contava 340 alunni, di cui 220 interni e 120 semiconvittori ed esterni, per giungere dieci anni dopo ad accogliere 700 iscritti. Dal 1920 fino agli anni ‘70 il Collegio ebbe un internato maschile con circa 300 convittori provenienti anche da altre regioni e altrettanti alunni esterni. La graduale chiusura dell’internato e la possibilità di iscrizione dal 1972 anche per le ragazze consentirono una crescita del numero degli alunni, giunti negli anni Ottanta a superare il migliaio. Dal 1977 il Collegio Vescovile è la scuola di riferimento anche per i seminaristi delle Medie e delle Superiori (quest’anno sono iscritti 30 ragazzi alla Scuola Media e 21 alle Superiori provenienti dal Seminario Diocesano). Nell’anno scolastico 2002 – 2003 gli alunni sono quasi 700, nelle 30 classi delle Medie, del Liceo Classico, del Liceo Scientifico e dell’Istituto a indirizzo giuridico economico aziendale. Dallo scorso anno, all’interno di un progetto unitario di pastorale della scuola, il Collegio Vescovile ha assunto la gestione anche della scuola elementare di S. Zeno che si avvale ancora dell’opera preziosa delle Suore di Maria Bambina. In ottobre il Vescovo mons. Longhin viene proclamato Beato, e il Collegio Pio X ricorda con riconoscenza e invoca la protezione spirituale del primo artefice di questa opera diocesana. E’ anche un’occasione per rinnovare gli ideali che hanno guidato i suoi fondatori, e l’impegno a contribuire - con il patrimonio pedagogico specifico di ispirazione cristiana - ad un sistema di istruzione integrato che veda le scuole cattoliche affiancate alle scuole gestite dallo Stato e da altri Enti e Associazioni, per dare alla famiglie la libertà di scelta sulla educazione dei figli di cui i genitori restano i primi responsabili. PROGETTO EDUCATIVO DEL COLLEGIO "PIO X" - finalità culturali e formative della Scuola cattolica diocesana - Il Collegio Pio X è una comunità educante, di ispirazione cattolica, dove nel quotidiano lavoro scolastico gli insegnanti – laici e sacerdoti – si impegnano a favorire e guidare la crescita dei giovani loro affidati, per la loro piena realizzazione intellettuale, morale, civile e religiosa, nel rispetto dei principi della Costituzione Italiana, e della propria identità cristiana. Il Collegio Pio X pertanto è aperto a tutti, senza discriminazioni di razza, di religione, di sesso o di ceto sociale; propone però un chiaro progetto educativo, con scelte di valori e di priorità, sui quali chiede condivisione e rispetto e per i quali si avvale del continuo confronto e del prezioso apporto delle famiglie, delle parrocchie, e delle associazioni che lavorano con gli stessi giovani qui iscritti. Ogni ragazzo e giovane è persona unica e irripetibile, dotata di pregi, attese e possibilità originali che la Scuola di impegna a scoprire e coltivare, guidando insieme all’accettazione dei propri limiti; con la formazione culturale e le altre opportunità educative il Pio X promuove in ogni alunno lo sviluppo armonico della sua personalità, la capacità di relazione con i coetanei e gli adulti, la scoperta e la responsabile assunzione del compito che può e deve svolgere nel contesto sociale in cui è inserito. La Scuola del Pio X, con la gradualità richiesta dall’età, dalla Prima alla Terza Media, e poi dalla Prima alla Quinta Superiore, accompagna i giovani con un progetto di crescita che in ogni anno si precisa con propri contenuti che vengono indicati agli alunni e ai genitori negli appositi incontri. Gli educatori del Collegio Pio X credono che nei giovani sia presente il gusto della verità, e propongono l’impegno scolastico come momento principale e privilegiato. Nella vita di classe, nel rapporto con gli insegnanti, nella fatica dello studio ogni alunno trova i contenuti, le vie e i mezzi per la propria maturazione intellettuale e umana, e per la preparazione professionale oggi richiesta. Compito delicato e prezioso è pertanto l’orientamento, l’aiuto affinché ciascuno scopra in sé capacità, attitudini e decisione per la scelta del percorso di studio (dopo la Terza Media e dopo il diploma delle Superiori) e un domani della professione, con riguardo anche alle concrete aspettative della famiglia e della società circostante. Fondazione del Collegio S. Pio X Lettera di S. Ecc. Mons. Longhin al Clero Diocesano Venerabili Fratelli, Da quando la S. Sede molto sapientemente dispose che i Seminari funzionassero solo come Istituti di educazione ecclesiastica, ed a siffatta disposizione dovette conformarsi anche il nostro, apparve manifesto il bisogno di far sorgere anche qui, come in altre città del Veneto, un Collegio Convitto Vescovile, dove i genitori cristiani potessero collocare tranquillamente i loro figliuoli avviati agli studi e aspiranti a una professione civile. Basta infatti pensare agli innumerevoli pericoli, a cui sono
esposti i giovani studenti, che abitano nelle città, per comprendere
quanto sia necessario un asilo che li accolga amorosamente, e nel quale la
loro fede e la loro virtù abbiano difesa. Il Collegio sarà schiettamente cattolico nel suo spirito
e nella applicazione del suo programma. Abbiamo già nominato il Direttore nella persona di un
ottimo Sacerdote diocesano, insignito della laurea in Lettere, e già
benemerito della nostra città per un’altra importantissima opera
di educazione popolare, che presto avrà vita. E' il Rev. Prof. ANTONIO
MENEGHETTI il quale, assumendo il nuovo ufficio, dovrà abbandonare
quello che teneva con tanto onore di insegnante in Seminario. Lo coadiuverà
nella direzione generale del Collegio un Consiglio di quattro persone di
nostra piena fiducia, scelte fra quelle che hanno maggiore competenza in
materia di educazione, e sarà assistito nella direzione interna da
un Direttore Spirituale e da un Vicerettore, nominati pure da Noi. La sorveglianza
disciplinare immediata degli alunni sarà affidata a Prefetti di condotta
ineccepibile che avremo cura di provvedere Noi stessi, e che potremo scegliere,
ove occorra, fra i chierici anziani del Seminario, prese le necessarie
disposizioni perché, in causa di tale ufficio, non abbiano a soffrir
danno nei loro studi e nella loro pietà. Venerabili Fratelli, accomuniamo i nostri sforzi per la buona riuscita
dell’opera che sta per sorgere, così santa in se stessa e nelle
intenzioni nostre e di quanti ci hanno aiutato a promuoverla. In pari
tempo, siccome nulla di ciò che è umano può prosperare
senza il divino aiuto, affidiamola al Signore, e preghiamolo che la
fecondi colla sua grazia, e la faccia fruttificare per la sua gloria. Treviso, 5 febbraio 1920 + Fr. ANDREA GIACINTO LONGHIN Vescovo |